Terrorismo: come comportarsi con i bambini

Attentati, stragi, esecuzioni, sono notizie a cui siamo sottoposti quotidianamente. Ci troviamo di fronte a immagini e parole che scuotono tutti, soprattutto i più piccoli. Dinanzi a tali situazioni tragiche è più che normale che i bambini e i ragazzi si sentano impauriti, confusi, disorientati, sfiduciati. Questi eventi attuati per mano dello stesso Uomo, possono avere effetti destabilizzanti su bambini e ragazzi. Molto spesso i mass media li mandano in onda smisuratamente e gli adulti, sono assorbiti da tali notizie, con l’illusione che in questo modo si possano controllare maggiormente siffatti eventi che risultano inconcepibili. In queste circostanze, i media trasmettono news e dibattiti continui e questo richiama ancora di più l’attenzione degli adulti, ciò nonostante, sarebbe meglio evitare un’incessante esposizione a queste notizie, che contribuisce a incrementare l’ansia e a dissipare il dialogo. La cascata di informazioni a cui siamo esposti, accresce l’instabilità e l’insicurezza degli adulti e, specialmente, dei bambini che hanno il naturale bisogno di domandare per cercare di comprendere quelle immagini e quei fatti così fortemente angoscianti. È necessario tranquillizzare i bambini più piccoli, soprattutto, a livello emotivo e fisico, con coccole e abbracci. È fondamentale che la presenza e il calore dei genitori riesca a farli sentire al sicuro; ove possibile, bisognerebbe, inoltre, passare più tempo con loro, osservarli durante i loro giochi, nei loro disegni, nei loro comportamenti, in quello che dicono, cercando di dargli spiegazioni chiare e semplici adatte alla loro età ma in maniera sincera. Ed è proprio la sincerità che si infonde ai bambini che permette di ristabilire la fiducia nell’altro, in questo modo si riesce a farli sentire protetti, al di là di quanto succede fuori dalle mura domestiche. Così i bambini hanno la possibilità di vivere le loro emozioni difficili legate a questi eventi e riescono, piano piano, a superarle. È molto importante non minimizzare con ironia quanto chiedono o raccontano i bambini ed avere rispetto per il loro ventaglio di emozioni che suscitano eventi del genere. Così come gli adulti, anche essi hanno i loro tempi per il dolore, tempi soggettivi che non bisogna affatto forzare. I bambini più grandicelli e gli adolescenti devono potersi concedere di vivere la paura ma anche la rabbia per questi avvenimenti, sapendo di avere di fronte adulti comprensivi ed empatici con i quali potersi confrontare liberamente. Questo li aiuterà a capire che ci sono adulti disponibili ad accogliere, contenere e condividere le loro condizioni. Adulti che ascoltano quello che li agita e promuovono lo sviluppo della creatività e della fantasia con attività che i bambini utilizzano naturalmente come favole, giochi, disegni, narrazioni, li aiutano a non alimentare le loro paure e la loro rabbia. È, altresì, necessario creare una buona collaborazione con la scuola e gli insegnanti al fine di dare uniche e corrette informazioni ai bambini, il più possibile aderenti alla realtà.

Purtroppo non si possono preservare i bambini dal venire a conoscenza dei terribili fatti di cronaca, però, si può cercare di scongiurare che questi generino angoscia e insicurezza, con la conseguenza di sentirsi perennemente attaccabili. Non si devono lasciare da soli i bambini ad affrontare tutto ciò e bisogna dare risposte alle loro domande. Capita che spesso ci si inventa delle storie pur di non dirgli la verità per il timore di turbarli ma questo non ha senso e sarebbe controproducente in quanto sono già spaventati e turbati da tutto quello che vedono in tv o su internet e verrebbe meno quella sincerità di cui si parlava. I bambini sono connessi con i loro adulti, ascoltano le loro conversazioni e sentono le loro emozioni, diventa fondamentale essere presenti quando  essi hanno bisogno di sentirsi protetti.

Ogni adulto può ascoltarsi e può imparare a gestire le proprie emozioni, mettendo in azione personali strategie in grado di comprendere ed accettare questo particolare momento dei nostri tempi, per poi trasmetterlo ai propri figli.

Qualora i bambini e i ragazzi manifestassero segnali più critici o vulnerabili come forte ansia, spavento prolungato, ricerca morbosa di immagini e dettagli, problematiche emotive, è bene rivolgersi ad un professionista esperto nella gestione di situazioni critiche e delle emergenze.

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